ANALISI VISIVA

 

FOTO ANALISI VISIVA 3Getman (1981) definì la “Sequenza Analitica” chiamata anche Analisi Visiva. La Sequenza Analitica è una batteria di test concatenati tra loro e messi a punto da un significativo numero di Optometristi nel corso degli ultimi 50/60 anni. I risultati clinici ottenuti sono stati registrati ed analizzati per formulare le tabelle dei “valori attesi” o  ”Expected”, con i quali vengono confrontati i risurltati ottenuti di volta in volta nei vari esami.FOTO ANALISI VISIVA 1 Il concetto fondamentale è che le abilità visive (o “performance) sono molto più ricche di informazioni di quanto si osserva nelle misurazioni ottenute in ciascun test; di conseguenza, le risposte visive ottenute durante la valutazione comparata dei test della Sequenza Analitica sono molto più significative dei semplici valori numerici che la costituiscono.

 

FOTO ANALISI VISIVA 2Fra coloro che hanno contribuito alla costruzione di tale modello, Shepard e Renshaw (1941) si sono occupati dell’analisi dei dati clinici e della formazione della tabella degli Expected anche sulla base delle precedenti esperienza di Sheard e Morgan. Con il passare del tempo la SA è rimasta pressoché invariata. I vantaggi di tale organizzazione predefinita dei dati si sono apprezzati sempre più con il passare dei decenni: molti professionisti in vari paesi del mondo hanno fatto e fanno tuttora riferimento ad un’unica ed omogenea modalità comparativa dei dati; nonostante l’enorme mole di risultati, la loro interpretazione statistica e l’esperienza maturata nel corso dei decenni hanno permesso una sempre più approfondita comprensione del “Comportamento Visivo”, inteso come una personale e variegata risposta agli stimoli visivi e motori cui ciascun individuo è soggetto.

analisi visiva 4STRESS : Skeffington (1950) vedeva lo stress visivo come il risultato dal “compito visivo, biologicamente inacettabile, socialmente compulsivo, centrato al punto prossimo che provoca una reazione di allontanamento… che diventa una guida a centrare più vicino nello spazio visivo”
La Visione non è un sistema ottico statico, rigido, meccanico ma un processo attivo, dinamico che risponde alle interazioni dell’organismo con il suo ambiente. Ciò implica anche che certi tipi di interazioni, come i compiti prolungati al punto prossimo, possano stimolare un tipo specifico di risposta negativa, una tendenza all’iperconvergenza indotta dall’accomodazione. analisi visiva 5Inoltre, se questa risposta negativa persiste per un periodo prolungato nel tempo, certi tipi di reazioni adattive, sia dal punto prossimo, sia al punto remoto, diventano prevedibili. “Mentre appariva sempre più evidente che la teoria dello stress poteva essere responsabile dell’origine funzionale di diverse condizioni refrattive e di performance, ero sempre più sorpreso dalle molte eccezioni, inconsistenze e incongruenze che ora potevo vedere così chiaramente”. Selye (1974) definisce lo stress come la “risposta non specifica del corpo a qualsiasi richiesta gli venga posta”. Questa definizione enfatizza tre fattori importanti : lo Stress è una reazione o risposta a qualcosa; la risposta può essere prodotta da un qualsiasi agente, evento o circostanza che agisca sul corpo; la risposta è non specifica: (da Visione e Stress . Elliott B. FORREST O.D.)